Quando la tecnica diventa libertà

Conoscere le regole del ricamo per imparare a scegliere, interpretare e creare

 

Quando ho iniziato a ricamare non avevo mai preso un ago in mano in vita mia.

Ho trascorso ore e ore facendo infinite linee a punto filza, con la sensazione di avere tra le dita quasi uno strumento alieno.

Il mio primo corso era tenuto da una maestra bravissima, capace di creare cose meravigliose con ago e filo. Il suo era un insegnamento di vecchia scuola: il retro del lavoro doveva essere perfetto, tanto che il filo veniva fermato sul davanti per mantenerlo completamente pulito.

Ho passato molto tempo a disfare e rifare lo stesso punto, confrontandolo con quello dell’insegnante e pensando di non essere abbastanza precisa. Soprattutto, ero continuamente preoccupata di eseguire nel modo corretto.

Se un disegno era stato scelto per un determinato lavoro, non erano previste modifiche. C’era un modo di realizzarlo, ed era quello.

Dalla perfezione alla conoscenza

Negli anni ho scelto di approfondire tecniche diverse e di confrontarmi con insegnanti, scuole e approcci al ricamo differenti, anche fuori dall’Italia.

Questo confronto con culture dell’insegnamento diverse ha progressivamente cambiato il mio modo di guardare al ricamo. Mi ha permesso non soltanto di ampliare il mio bagaglio tecnico, ma soprattutto di interrogarmi sul modo in cui la tecnica viene appresa, interpretata e poi utilizzata.

Ed è da queste esperienze che ho maturato una convinzione precisa:

la tecnica deve essere conosciuta profondamente, ma non deve diventare una gabbia.

La tecnica è la base.

Significa imparare come si esegue un punto, comprenderne la tensione, la direzione del movimento, conoscere il comportamento dei materiali. Significa imparare a costruire un ricamo equilibrando forme, volumi e colori.

E significa fare pratica.

Non conosco scorciatoie per questo. La pratica rimane la strada per migliorare e ciò che chiamiamo errore molto spesso non è altro che l’esperienza necessaria per comprendere qualcosa che ancora non sappiamo fare.

Ma conoscere le regole non significa esserne prigionieri.

Quando possiamo cominciare a scegliere

Il ricamo è anche creatività.

Uno stesso progetto può cambiare profondamente attraverso la scelta dei punti, del filato, del tessuto, dei materiali, dei colori e delle tecniche che decidiamo di utilizzare.

Quando la conoscenza diventa davvero nostra, possiamo cominciare a scegliere.

Possiamo cambiare un materiale.

Adattare un punto.

Modificare un disegno.

Mescolare tecniche diverse.

Interpretare una regola in funzione del risultato che vogliamo ottenere.

Non perché “tutto va bene”, ma perché sappiamo perché stiamo facendo quella scelta.

La libertà creativa non nasce dall’assenza di regole, ma dalla conoscenza che ci permette di scegliere come usarle.

E se partissimo dall’idea?

Per molto tempo ho pensato al ricamo seguendo una direzione precisa: imparare una tecnica per poter realizzare qualcosa.

Se volevo creare un determinato lavoro, dovevo conoscere quei punti, quella tecnica, quel procedimento.

Ed è ancora vero.

Ma negli anni ho capito che possiamo percorrere anche la strada inversa.

Possiamo partire da un’idea, da un disegno, da un’ispirazione. Possiamo immaginare ciò a cui vogliamo dare vita e domandarci:

quale effetto voglio ottenere?

E, da lì:

quali delle tecniche che conosco possono aiutarmi a ottenerlo?

Forse voglio creare volume. Forse leggerezza. Forse una superficie molto materica oppure un ricamo quasi impercettibile. Posso desiderare che il filo catturi la luce o che sia il tessuto a rimanere protagonista.

A quel punto punti, filati, tessuti e materiali diventano un vocabolario dal quale attingere.

Più ampio è il nostro vocabolario tecnico, maggiori sono le possibilità che abbiamo per dare forma a ciò che immaginiamo.

La tecnica come strumento

Oggi, quando imparo una tecnica nuova, voglio conoscerne le regole.

Voglio capire perché funziona, come reagiscono il filo e il tessuto, quale risultato mi permette di ottenere.

Ma poi arriva la domanda che per me conta davvero:

che cosa voglio farne?

È lì che la tecnica smette di essere soltanto qualcosa da eseguire e diventa uno strumento attraverso il quale possiamo dare forma a ciò che abbiamo immaginato.

⸻ ❦ Il Lino di Arianna